Argomenti trattati
Sono trendy, temporanei e soprattutto indolori. Per questo, piacciono tanto. Ma, a differenza di quanto si pensa comunemente, non sono innocui. I tatuaggi all’ henné rappresentano, infatti, un’insidia importante per bambini e ragazzi, perché sono fra le cause più subdole delle dermatiti da contatto in età pediatrica. A confermarlo è uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Clinica Pediatrica dell’Università degli Studi di Perugia, pubblicato sulla rivista International Journal of Environmental Research and Public Health. Attenzione oppure si affidano a tatuatori improvvisati sulle spiagge che usano materiali scadenti.
L’henné può scatenare reazioni cutanee e non solo
Dalla ricerca condotta dall’équipe di studiosi italiani, è emerso che nella metà dei casi considerati, a distanza di uno o due giorni dall’applicazione, i tatuaggi all’ henné scatenano reazioni avverse a livello cutaneo, come eritemi, orticarie, prurito, vescicole e bolle, o addirittura a reazioni sistemiche, come linfoadenopatie e febbre. Nell’altra metà dei casi, invece, i sintomi compaiono solo dopo un ritocco, fino a una distanza di 72 ore dall’esecuzione del tattoo. Ciò dimostra, dunque, che esiste una sensibilizzazione cutanea alle sostanze presenti nell’henné.
Tutta colpa di una sostanza particolare
Ma perché l’henné, che è una sostanza di origine naturale, può provocare reazioni avverse? La colpa è della para-fenilendiammina (PPD), un elemento che spesso viene aggiunto all’henné per ottenere un colore più scuro e duraturo. Infatti, “per le sue caratteristiche molecolari può indurre sensibilizzazione cutanea con varie manifestazioni cliniche alle ri-esposizioni, tra cui la più comune è la dermatite allergica da contatto. Nelle persone allergiche al composto, in particolare, il tatuaggio temporaneo può scatenare reazioni violente con gonfiore e rossore, mentre in chi ha una pelle molto sensibile e delicata può dare origine a una dermatite irritativa più lieve, ma altrettanto fastidiosa” hanno spiegato gli autori.
Come intervenire
In caso di reazioni avverse all’henné, spesso, è necessario impostare una cura. La terapia nella maggior parte dei casi deve essere di lunga durata: infatti, le lesioni sono presenti anche a distanza di sette giorni dall’inizio del trattamento con cortisone e antistaminici. Addirittura, sebbene sintomi come prurito e lesioni scompaiano nel giro di alcuni giorni o settimane, dopo un anno è presente ancora un’ipopigmentazione cutanea sulla zona in cui era stato fatto il tatuaggio.
In breve
VIETATA PER LEGGE MA COMUNQUE PRESENTE
La para-fenilendiammina (PPD), la sostanza contenuta nell’henné e responsabile del suo potere nocivo, secondo la normativa europea è vietata nei cosmetici, a eccezione delle tinture per capelli. Tuttavia, occorre fare attenzione, perché molti kit in vendita su internet spesso non offrono sufficienti garanzie di sicurezza.