Smartphone per 9 adolescenti su 10

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 24/10/2018 Aggiornato il 24/10/2018

Non si sentono soli, preferiscono la comunicazione tramite chat a quella di persona e ammettono che lo smartphone rappresenta una fonte di distrazione

Smartphone per 9 adolescenti su 10

Possiede uno smartphone l’89% degli adolescenti, ovvero nove su dieci, più del doppio rispetto a sei anni fa (nel 2012 era il 41%). Affermano di non sentirsi soli a causa dell’utilizzo di questa tecnologia, ma ammettono che rappresenta una fonte di distrazione e che preferiscono la comunicazione tramite chat a quella di persona. A delineare il quadro della relazione tra adolescenti e smartphone è Common Sense, organizzazione no-profit statunitense di San Francisco (California).

Per molti, ma non per tutti

Dall’indagine condotta su oltre mille adolescenti di 13-17 anni nel mondo emerge che per più della metà dei ragazzi gli smartphone rappresentano una fonte di distrazione durante lo studio (57%) o nelle interazioni dal vivo con altre persone (54%); il 44% degli intervistati, invece, si sente frustrato se, quando è in loro compagnia, gli amici rispondono al telefono.

Facebook in caduta libera

Dal 2012, anno della precedente rilevazione, è calata la percentuale di ragazzi che privilegia l’interazione di persona: dal 49% di allora è scesa al 32% di oggi, con l’uso della chat come modalità di comunicazione preferita. Quanto ai social, il 70% ammette di consultarli molte volte al giorno: il 44% preferisce Snapchat, mentre Facebook è in netta discesa: solo il 15% dei ragazzi lo ritiene il social preferito contro il 68% del 2012.

Nuovi disturbi

Il legame eccessivo con il proprio smartphone in alcuni casi può portare all’insorgenza di nuovi disturbi. Secondo un’indagine effettuata in Italia dall’Osservatorio nazionale adolescenza, che svolge ricerche su ragazzi di scuole medie e superiori, 8 adolescenti su 10 soffrono di nomofobia (no-mobile-phone), ovvero eccessiva paura o terrore all’idea di rimanere senza telefono o senza connessione internet, mentre per sei adolescenti su dieci è ormai d’abitudine il vamping, cioè la pratica di trascorrere molte ore notturne sui social con conseguente perdita di sonno.

 

 

 
 
 

Da sapere!

L’impiego dello smartphone nelle ore serali tiene continuamente all’erta e la luce blu dello schermo ostacola la produzione della melatonina, l’ormone che favorisce l’addormentamento.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Tonsille di nuovo arrossate dopo una cura con antibiotico: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico.   »

Bimba di 3 anni e mezzo che ha paura di fare la cacca nel vasino o nel water

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Roberta Levi

Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Piccola area di mancato accollamento che non si risolve: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare.   »

Ectropion in gravidanza: c’è da preoccuparsi se sanguina?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza.   »

Fai la tua domanda agli specialisti