Mal di testa: c’è anche quello da chewing gum

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 13/02/2014 Aggiornato il 13/02/2014

Un recente studio dimostra che i ragazzi che consumano molte gomme americane hanno un rischio maggiore di soffrire di mal di testa, soprattutto di cefalea tensiva 

Mal di testa: c’è anche quello da chewing gum

Il mal di testa è una malattia sempre più diffusa, anche fra i giovanissimi. Alla base possono esserci tante cause diverse. Ora, la lista dei “colpevoli” potrebbe arricchirsi di una nuova voce, insospettabile: le gomme americane. È quanto suggerisce uno studio condotto recentemente da un gruppo di ricercatori israeliani, del Meir Medical Center dell’Università di Tel Aviv, pubblicato sulla rivista specializzata Pediatrics Neurology.

Niente chewing gum per un mese

Lo studio ha riguardato 30 adolescenti che soffrivano abitualmente di emicrania o cefalea tensiva e che erano grandi consumatori di chewing gum. Tutti i partecipanti sono stati invitati a non masticare più le gomme americane per un mese. Durante questo lasso di tempo, i ragazzi hanno anche compilato un diario del mal di testa, indicando se e quando soffrivano di cefalea. Al termine dei 30 giorni di astinenza, gli studiosi hanno chiesto ai giovani di spiegare come si sentivano. Ebbene, 26 di loro hanno detto che i sintomi erano nettamente migliorati. Nel mese di “pausa” non avevano avuto attacchi di mal di testa o avevano subito poche crisi non intense. I benefici maggiori sono stati riscontrati soprattutto dai ragazzi soggetti a cefalea tensiva. Per confermare i risultati, gli esperti hanno chiesto agli adolescenti di ricominciare a masticare le gomme americane. Ebbene, nella quasi totalità dei casi, la cefalea è riapparsa.

All’origine una contrazione muscolare

La cefalea tensiva rappresenta il tipo di mal di testa più frequente e meno doloroso. È caratterizzata dalla comparsa di un cerchio alla testa, ossia una morsa che interessa entrambi i lati del capo e causa un senso di costrizione e pesantezza. All’origine c’è molto probabilmente un’involontaria e continua contrazione dei muscoli della nuca, della fronte, delle tempie, del collo e delle spalle. Gli autori hanno ipotizzato che la masticazione delle gomme affatichi l’articolazione tra la mandibola e la zona temporale del cranio, finendo con l’irrigidire i muscoli coinvolti nella masticazione e quelli del collo.

 

 

In breve

COME PREVENIRE IL DOLORE

Per prevenire e curare il mal di testa è essenziale ridurre l’esposizione ai fattori scatenanti. Quindi, anche a tutti gli elementi che irrigidiscono i muscoli di collo e spalle, come posizioni errate, traumi, stress e, come si è visto, anche le gomme da masticare. 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Secrezioni vaginali abbondanti a sei mesi dal parto: cosa segnalano?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La comparsa di perdite trasparenti, prive di odore e non associate a particolari sintomi potrebbe essere espressione della ripresa dell'attività ovarica. Ma per avere la certezza che non si tratti di altro è meglio effettuare un controllo.   »

Gemelli: perché sono diversi?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

Se i gemelli sono dizigoti è normale che abbiano un aspetto differente, anche per quanto riguarda il colore di occhi e capelli. Questo perché, a differenza dei gemelli monozigoti, non condividono un identico patrimonio genetico.   »

Streptococco: dare l’antibiotico “solo” per sei giorni favorisce le ricadute?

24/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

In caso di infezioni batteriche, la tendenza attuale è di ridurre la durata della terapia con antibiotico sia perché si rivela ugualmente efficace sia in quanto un trattamento breve diminuisce il fenomento dell'antibiotico-resistenza, che rappresenta una grave minaccia per la salute di tutti.   »

Fai la tua domanda agli specialisti