A cura di Metella RonconiPubblicato il 06/05/2019Aggiornato il 06/05/2019
Il cervello degli adolescenti è più vulnerabile e più esposto a disturbi mentali dovuti a stress e carenza di sonno
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Una ricerca americana, pubblicata sul Journal of Abnormal Psychology, ha evidenziato l’aumento tra i giovanissimi di disturbi mentali, come ansia e depressione.
Problemi in aumento
Lo studio è stato condotto da Jean Twenge, docente di psicologia presso la San Diego State University, e ha coinvolto oltre 200.000 adolescenti e quasi 400.000 over 18 anni per oltre 10 anni. Gli adolescenti che hanno riferito sintomi depressivi sono aumentati del 52% mentre i giovani tra 18 e 25 anni del 63% (passando dall’8,1% al 13,2%). In aumento del 71% tra i giovani adulti il forte stress (dal 7,7 al 13,1%) e del 43% il numero di giovani che hanno dichiarato di pensare al suicidio (dal 7 al 10,3% dei giovani).
Effetti dei cambiamenti troppo veloci
Secondo Graziano Pinna, neuroscienziato della University of Illinois a Chicago, lo studio suggerisce che i condizionamenti culturali (come l’abuso tecnologico e la carenza di sonnoche ne deriva) possono avere effetti devastanti sul cervello in via di sviluppo dei teenager. I disturbi mentali possono derivare proprio dall’incapacità del cervello di adattarsi alla velocità dei cambiamenti imposti dallo sviluppo tecnologico e dai nuovi trend culturali. Per questo motivo sarà necessario sviluppare interventi mirati e capire meglio come la comunicazione digitale favorisca i disturbi dell’umore o addirittura spingere a pensieri suicidi.
Ritorno al passato
Un primo rimedio consiste nel reintrodurre i tradizionali canali di socializzazione faccia-faccia, limitando l’uso degli smartphone così che non interferiscano con il sonno, preziosissimo per il cervello in via di sviluppo dei giovani. Da evitare quindi telefoni o tablet in camera da letto durante la notte.
Lo sapevi che?
La percentuale dei disturbi mentali nei giovani è destinata ad aumentare fino al 20% nel 2020. Anche la depressione giovanile è in crescita costante e si presume che nel 2030 sarà la patologia cronica più diffusa tra i giovanissimi.
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