Anoressia e bulimia, colpito il 6% delle ragazze

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 22/09/2014 Aggiornato il 22/09/2014

Hanno tra i 12 e i 25 anni di età e sono vittime di anoressia e bulimia, disturbi del comportamento alimentare in continua e preoccupante crescita

Anoressia e bulimia, colpito il 6% delle ragazze

Sono giovanissime, anche solo 12 anni, e sono vittime di anoressia e bulimia, disturbi del comportamento alimentare che conosce soltanto crescita. Secondo la Società italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare (Sisdca) anoressia, bulimia e altri problemi legati al cibo come il binge eating sono, infatti, un fenomeno in aumento in Italia, dove c’è una sempre maggiore attenzione nei confronti dell’immagine e le vittime sono in aumento. Il 5-6% della popolazione femminile tra i 12 e i 25 anni soffre di un rapporto alterato e patologico con l’alimentazione e il proprio corpo.

Fenomeno in crescita tra le giovanissime

I dati sono allarmanti e disegnano un quadro sconcertante di una popolazione femminile che non ha scampo da anoressia e bulimia, due malattie che mettono in ginocchio soprattutto le giovani donne. Le stime dicono che tra le ragazze l’incidenza di queste malattie sia dello 0,5% per l’anoressia, tra l’1% e il 2% per la bulimia e del 3-4% circa per i disturbi “Ednos”, vale a dire tutti quelli che sfuggono ai criteri diagnostici classici che permetterebbero di definirli. La percentuale messa in evidenza dagli esperti, secondo la Sisdca, può salire al 10% considerando anche i disturbi parziali, cioè quelle situazioni non ancora patologiche, ma che possono rappresentare un campanello d’allarme.

Si può guarire?

Secondo i dati dell’American Psychiatric Association (Apa), solo una bassa percentuale di anoressici guarisce completamente, ma nella maggior parte dei casi si ottengono, comunque, buoni risultati (in generale, gli esperti dicono che il trattamento è tanto più effettivo quanto più è giovane il paziente che lo inizia). Tuttavia nei soggetti rimangono  spesso sintomi ossessivo-compulsivi, fobie e abuso di sostanze; i due terzi degli anoressici continuano ad avere problemi di relazione con il cibo e il peso corporeo e il 40% circa manifesta sintomi di bulimia.

Buoni risultati per oltre il 40% dei pazienti

Buoni risultati possono giungere, tuttavia, per una buona percentuale di pazienti. Il rapporto e le linee guida pubblicate nel 2000 dall’Apa indicano, infatti, che più del 44% dei pazienti trattati ha ottenuto buoni risultati, con il recupero del 15% del peso corporeo e con la regolarizzazione del ciclo mestruale (infatti le donne con disturbi del comportamento alimentare come anoressia e bulimia, possono soffrire di amenorrea, cioè la mancanza delle mestruazioni).

In breve

I NUMERI DEL PROBLEMA

Secondo le stime, l’incidenza di queste malattie tra le ragazze è dello 0,5% per l’anoressia, tra l’1% e il 2% per la bulimia e del 3-4% circa per i disturbi “Ednos”, cioè tutti quelli che sfuggono ai criteri diagnostici classici che permetterebbero di definirli. 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Secrezioni vaginali abbondanti a sei mesi dal parto: cosa segnalano?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La comparsa di perdite trasparenti, prive di odore e non associate a particolari sintomi potrebbe essere espressione della ripresa dell'attività ovarica. Ma per avere la certezza che non si tratti di altro è meglio effettuare un controllo.   »

Gemelli: perché sono diversi?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

Se i gemelli sono dizigoti è normale che abbiano un aspetto differente, anche per quanto riguarda il colore di occhi e capelli. Questo perché, a differenza dei gemelli monozigoti, non condividono un identico patrimonio genetico.   »

Streptococco: dare l’antibiotico “solo” per sei giorni favorisce le ricadute?

24/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

In caso di infezioni batteriche, la tendenza attuale è di ridurre la durata della terapia con antibiotico sia perché si rivela ugualmente efficace sia in quanto un trattamento breve diminuisce il fenomento dell'antibiotico-resistenza, che rappresenta una grave minaccia per la salute di tutti.   »

Fai la tua domanda agli specialisti