Celiachia: un nuovo test faciliterà la diagnosi?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 07/03/2014 Aggiornato il 07/03/2014

Ricercatori americani hanno sviluppato un nuovo test per la diagnosi della celiachia, che secondo i primi risultati è semplice, rapido e accurato

Celiachia: un nuovo test faciliterà la diagnosi?

È una malattia in continuo aumento, eppure ancora oggi la diagnosi di celiachia è abbastanza complessa. In futuro, forse, le cose potrebbero cambiare. Infatti, un gruppo di ricercatori australiani, del Walter and Eliza Hall Institute di Melbourne, ha realizzato un nuovo test del sangue che sembra possa offrire risultati certi entro 24 ore.

Oggi serve la biopsia

La celiachia è un’intolleranza alimentare permanente verso un complesso di proteine, dette glutine, contenute in alcuni cereali di uso comune, come frumento, orzo e segale. Oggi la diagnosi si basa innanzitutto sulle analisi del sangue. Il campione viene analizzato in laboratorio per ricercare gli anticorpi specifici prodotti dall’organismo per combattere il glutine. Per avere la conferma, in genere, si procede a una biopsia dell’intestino, un esame invasivo e fastidioso. Per non falsare i risultati, è necessario che la persona mangi glutine, anche se lo ha escluso da tempo dalla propria dieta. Per molti questa reintroduzione forzata è sgradevole e difficoltosa.

Che cosa prevede il nuovo esame

Il nuovo test permette di verificare, dopo soli tre giorni di consumo di glutine, l’eventuale rilascio di citochine. Si tratta di molecole infiammatorie generalmente presenti nelle persone celiache dopo l’introduzione del glutine. Una risposta positiva sembra altamente predittiva della presenza della celiachia.A oggi il test è stato provato su 48 persone: alcune erano sane, mentre altre erano celiache. Ebbene, nella maggior parte dei celiaci il test è stato in grado di rivelare la presenza di citochine, mentre nei partecipanti sani il test è risultato negativo. In tutti i casi, gli esiti sono stati disponibili entro 24 ore dall’esecuzione dell’esame.

 

In breve

SERVIRANNO ALTRI STUDI

Per sapere se il nuovo test potrà effettivamente essere utilizzato per la diagnosi della celiachia serviranno nuove ricerche, condotte su un numero maggiore di paziente. Indubbiamente i risultati sono incoraggianti. 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Due aborti spontanei nel primo trimestre

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

È probabile che dopo due aborti si riesca a portare a termine una gravidanza, tuttavia è opportuno effettuare alcune indagini prima di cercare un nuovo concepimento.   »

Statine assunte da lui e concepimento: ci sono rischi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le statine assunte dall'aspirante papà non influiscono né sulla sua fertilità né espongono il bambino al rischio di nascere con anomalie.   »

Tonsille di nuovo arrossate dopo una cura con antibiotico: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Ectropion in gravidanza: c’è da preoccuparsi se sanguina?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza.   »

Fai la tua domanda agli specialisti