Antibiotici: triste primato dei bambini italiani

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 22/11/2019 Aggiornato il 26/11/2019

I bambini italiani sono tra i maggiori consumatori di antibiotici, sin dalla primissima infanzia. È allarme per il fenomeno dell'antibiotico-resistenza

Antibiotici: triste primato dei bambini italiani

Nel nostro Paese i bambini prendono troppi antibiotici. Questo comportamento ha diffuso quella che viene chiamata antibiotico-resistenza: ossia i batteri diventano resistenti a ogni tipologia di antibiotico con il risultato che il bambino si ammala di più e, soprattutto, guarisce di meno.

Troppi abusi

Con prescrizione pediatrica, e a volte anche senza, i genitori del nostro Paese ricorrono all’antibiotico con molta facilità e leggerezza, considerandolo la medicina placa-ansia per eccellenza. Recenti indagini hanno stimato che ben il 42% dei lattanti ha preso antibiotici e la percentuale sale al 65% per i bimbi di età compresa tra i 2 e i 5 anni. 

Quando serve l’antibiotico

Uno degli errori più comuni tra i genitori è quello di ricorrere all’antibiotico anche per le infezioni virali. L’antibiotico sul virus non fa assolutamente nulla poiché agisce soltanto sui batteri, perciò riempire i bambini di farmaci antibatterici per un’influenza non farà altro che indebolirli e allungare i tempi di guarigione. Diverso il discorso per quanto riguarda la preoccupazione di una sovrainfezione batterica, come per esempio un’influenza che diventa bronchite, ma qui è soltanto il pediatra che può prescrivere una cura di antibiotico adatta.

Non esagerare con la prevenzione

I genitori italiani usano gli antibiotici per i propri figli soprattutto per le malattie dell’apparato respiratorio (raffreddori, faringiti) temendo che esse possano svilupparsi in bronchite o tonsillite. Ma spesso ciò non si verifica e questa malsana abitudine preventiva si rivela anziché utile controproducente.

Antibiotici ormai inefficaci

La Sitip, Società italiana di infettivologia pediatrica, lancia l’allarme: se si continua così, gli antibiotici finora sperimentati e in commercio non funzioneranno più poiché l’uso ricorrente ha allenato i ceppi batterici a riconoscerli e a esserne immuni. I batteri stanno diventando quindi sempre più antibiotico-resistenti. 

 
 
 

In breve

NON ESISTONO FARMACI ALTERNATIVI

La preoccupazione dei pediatri riguarda il fatto che tutti gli antibiotici conosciuti ora sono in commercio e che, al momento, non esistono molecole nuove da proporre a chi ne ha sviluppato resistenza.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Problemi con un piercing: ci sono rischi per la gravidanza?

Gli Specialisti Rispondono di Professore Piergiacomo Calzavara Pinton

Nel caso in cui per risolvere un problema dovuto al piercing sia sufficiente medicare il lobo dell'orecchio e, quindi, ricorrere solo a cure locali, non ci sono problemi per la gravidanza.   »

Possono arrivare le mestruazioni a tre mesi dal parto mentre si allatta?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elsa Viora

Durante l'allattamento, anche esclusivo, possono sia ritornare le mestruazioni sia verificarsi episodi di spotting (lievi sanguinamenti occasionali).  »

Il bambino starnutisce appena si trova sotto il sole: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Capita se all'improvviso viene esposto al sole per via di un errore di interpretazione del cervello, che giudica l'esposizione a una fonte luminosa abbagliante un elemento di disturbo che spetta al naso allontanare.   »

Mancato accollamento di 3 mm a inizio gravidanza: si può andare in vacanza?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Un mancato accollamento di 3 millimetri in genere è destinato a risolversi senza che vi sia bisogno di rinunciare alle vacanze. A patto che le vacanze siano un periodo di rilassamento psicofisico e non impongano strapazzi e fatiche.   »

IgG dubbie e IgM negative: ho la toxoplasmosi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le IgM negative ci dicono che la toxoplasmosi non è in atto né è stata sviluppata di recente. Le IgG positive segnalano che si è immuni nei confronti dell'infezione.   »

Fai la tua domanda agli specialisti